Una celebrità britannica anonima non è riuscita a impedire a ITN e a The Guardian di pubblicare accuse di condotte sessuali inappropriate, dopo aver dichiarato all’Alta Corte che la divulgazione pubblica avrebbe potuto danneggiare gravemente il suo rapporto con il figlio. La sua identità resta protetta mentre valuta la possibilità di presentare appello.

In una sentenza emessa martedì, il giudice Matthew Nicklin ha affermato che l’uomo, indicato negli atti giudiziari come «PPT», aveva descritto il legame con il figlio come importante e temeva che potesse «andare perduto o subire gravi danni» se le accuse fossero diventate pubbliche. Il giudice ha attribuito «un peso molto significativo» all’argomento relativo alla vita familiare, ma ha ritenuto che non prevalesse sulla libertà delle testate di pubblicare i risultati delle loro indagini.

Il team legale della celebrità ha inoltre sostenuto che la sua morte, un grave atto di autolesionismo o un ricovero psichiatrico prolungato avrebbero avuto conseguenze devastanti per il figlio. Il tribunale ha appreso che la sua salute mentale era peggiorata dopo che le testate avevano inviato, a maggio, lettere in cui chiedevano un commento. L’uomo ha una storia di depressione e pensieri suicidi; il giudice ha ritenuto che la pubblicazione avrebbe aumentato considerevolmente il rischio di suicidio.

L’uomo ha chiesto di impedire la pubblicazione di articoli secondo cui avrebbe sfruttato la propria fama e influenza per cercare relazioni sessuali inappropriate con giovani donne, alcune considerevolmente più giovani di lui. Se provate, alcune delle condotte contestate potrebbero costituire reati. L’uomo nega le accuse.

Nicklin ha respinto il ricorso, che sosteneva che la pubblicazione avrebbe violato i diritti della celebrità alla vita, alla privacy e alla protezione da trattamenti degradanti. Ha affermato che gli articoli previsti riguardavano questioni di notevole interesse pubblico e che un’ingiunzione avrebbe costituito una restrizione eccezionalmente grave della libertà di espressione. Il giudice ha sottolineato che il caso non riguardava la decisione sulla veridicità delle accuse.

Le testate hanno dichiarato che la loro inchiesta ha incluso interviste a più di 100 persone, tra cui oltre 30 fonti con testimonianze dirette, e l’esame di documenti dell’epoca.

Fonti: Page Six.