Dustin Hoffman afferma che girare «Il laureato» fu un’esperienza profondamente difficile, nonostante il film del 1967 sia poi diventato un classico e gli abbia fatto ottenere la sua prima candidatura all’Academy Award.

In un estratto dalle sue prossime memorie, «Look at Me», ottenuto dal New Yorker, Hoffman ha scritto di aver spesso avuto la sensazione di essere vicino al licenziamento mentre lavorava con il regista Mike Nichols. Ha detto che Nichols cambiò notevolmente una volta iniziata la produzione, passando dall’essere «meraviglioso» a fortemente critico, in un modo che Hoffman trovò sconvolgente e destabilizzante.

L’attore ha ricordato di aver vissuto in uno stato di ansia costante e di essersi preoccupato che Nichols ritenesse che fosse stato scelto per errore nel ruolo di Benjamin Braddock. Hoffman ha anche detto che il regista teatrale Ulu Grosbard, dopo aver visitato il set, gli riferì che Nichols si stava pentendo profondamente di averlo ingaggiato.

Hoffman ha ricordato di aver ricevuto critiche su dettagli che includevano le sopracciglia e l’aspetto del collo. Ha descritto uno scambio in cui Nichols, dopo una scena, gli chiese che cosa stesse facendo e gli disse di fare il contrario. Hoffman ha anche detto che alcune scene lo lasciavano esausto e disidratato e che l’esperienza lo portò a chiedersi se volesse girare un altro film.

«Il laureato», che racconta la relazione di Braddock con l’amica di famiglia Mrs. Robinson, interpretata da Anne Bancroft, ricevette in seguito importanti riconoscimenti. Nichols vinse l’Oscar 1968 per la miglior regia, mentre Hoffman ricevette la prima di sette candidature agli Academy Award e vinse un Golden Globe per la sua interpretazione.

Nelle memorie, Hoffman descrive il film come un «autoritratto» di Nichols, morto nel 2014 all’età di 83 anni. Hoffman ha scritto che il progetto servì a Nichols per incanalare il proprio disprezzo di sé, facendo riferimento alla precedente descrizione del regista del film come una creazione inconscia.

«Look at Me» dovrebbe essere pubblicato il 10 novembre.

Fonti: Page Six.